Prende vita in senso proprio attraverso il contratto di agenzia di assicurazione (vedi); ma, per comune accezione, è agenzia di assicurazione la struttura periferica di un'impresa di assicurazione funzionalmente organizzata a gestire ed acquisire affari assicurativi.
Prende vita in senso proprio attraverso il contratto di agenzia di assicurazione; ma, per comune accezione, è agenzia di assicurazione la struttura periferica di un'impresa di assicurazione funzionalmente organizzata a gestire ed acquisire affari assicurativi.
L'agenzia assicurativa è una struttura funzionalmente organizzata per acquisire, sviluppare e gestire contratti di assicurazione per una o più compagnie su un determinato territorio.
L'attività dell'agenzia viene remunerata con le provvigioni erogate nell'atto di acquisto e, per i contratti con una durata poliennale, all'atto dell'incasso delle rate successive. Oltre a queste voci, le agenzie generalmente godono anche di extra provvigioni erogate, e subordinate, al raggiungimento di obiettivi di produzione e anche di obiettivi di mantenimento del portafoglio. L'impresa generalmente comunica alla propria rete a inizio anno gli obiettivi commerciali da conseguire e le regole da rispettare per aver diritto alle provvigioni extra. Questo modo di operare rappresenta forse il più efficace strumento che l'impresa dispone per indirizzare verso i propri obiettivi l'attività commerciale della rete distributiva; oltre alla spinta economica, infatti, il rag-giungimento o meno degli obiettivi rappresenta un importante elemento di valutazione sull'efficacia dell'operato commerciale di un’agenzia.
La conduzione di un'agenzia di assicurazione richiede all'agente/imprenditore forti investimenti (per infrastrutture, uomini, rete, iniziative commerciali ecc.) necessari per mantenere e sviluppare quote di mercato e quindi per onorare gli obiettivi del mandato.
Dal punto di vista del giro d'affari, con il termine agenzia si intendono oggi realtà anche molto diverse tra loro. Infatti, pur escludendo dal confronto situazioni limite di agenzie che per dimensione assomigliano di più a vere e proprie piccole compagnie, nel panorama distributivo italiano convivono realtà agenziali con una dimensione media di portafoglio di 20-25 milioni di euro e agenzie con 2-3 milioni di euro. Una differenza così ampia del giro d'affari implica anche una profonda diversificazione operativa di queste realtà. Le agenzie più grandi hanno infatti una dimensione economica che permette generalmente una migliore organizzazione per aree di affari necessaria per affrontare simultaneamente le molteplici sollecitazioni poste dal mercato. Solo con portafogli grandi è infatti possibile ricavare le economie necessarie per implementare e sostenere nelle agenzie le strutture necessarie per operare in termini specifici sul mercato locale (strutture commerciali, di marketing, di assistenza e mantenimento clienti, corner finanziari ecc.), massimizzando in questo modo sul territorio locale l'efficacia degli strumenti messi a disposizione dalle direzioni generali delle imprese. D'altra parte per una compagnia di assicurazione che opera da leader non è realistico pensare di presidiare il mercato governandolo solo dal centro: in una Italia "lunga e stretta" fatta di realtà socio economiche profondamente differenti anche su territori provinciali confinanti, un'impresa ha necessariamente bisogno di affidare il territorio ad esperti imprenditori del mercato assicurativo capaci di ottimizzare la presenza di quella impresa sul mercato locale, adattando gli strumenti messi a disposizione dall'impresa (prodotti, campagne di vendita, iniziative commerciali, campagne di reclutamento, ecc.) alla propria specificità territoriale. Le agenzie con piccoli portafogli, anche volendolo o essendone professionalmente capaci, non sono in grado di sostenere i costi di una organizzazione interna articolata per le molteplici aree di affari o per molteplici compiti. Fino a pochi anni fa questo modello di agenzia di piccola dimensione ha dimostrato di essere adatto per presidiare la maggior parte dei problemi distributivi di un'impresa. Oggi questo è ancora vero limitatamente ai soli rami danni. Sul ramo vita, invece, dove i cambiamenti stanno già accadendo e ancor più accadranno nel futuro, c'è invece il rischio che questa modalità di agenzia non sia più in grado proprio per motivi "dimensionali" di reggere l'urto del cambiamento e di vedersi sostanzialmente escludere da questo mercato.