PRIMO BILANCIO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA

0

La Fatturazione Elettronica è divenuta un obbligo a partire dal 2019 per tutti i professionisti e le aziende. Se, da una parte, era previsto precedentemente l’obbligo di fatturazione elettronica solo nelle relazioni commerciali tra professionisti e Pubbliche Amministrazioni, ora invece – a partire dall’1 gennaio 2019 – questa è divenuta obbligatoria anche nei rapporti tra liberi professionisti (o aziende – più comunemente abbreviati con B2B) e anche tra professionisti e consumatore finale (rapporti abbreviati con l’acronimo B2C). Questo allargamento dell’obbligo di fatturazione andrà quindi a coinvolgere la quasi totalità dei rapporti economici, commerciali e lavorativi, dato che quelli con le Pubbliche Amministrazioni coprono in realtà una fetta molto minima delle transazioni.

I NUMERI DEI PRIMI SEI MESI

Essendo passati ormai più di sei mesi dall’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche tra aziende e privati, possiamo stilare un primo bilancio sull’andamento di tale provvedimento. Al 2 luglio il numero di transazioni totali registrate ha superato il miliardo, continuando il trend positivo rilevato il mese recedente che si attestava attorno agli 850 milioni di transazioni. Per quanto riguarda la distribuzione di queste cifre in base alla tipologia di rapporto economico, si rileva in modo chiaro quanto accennato in precedenza, circa la scarsa incidenza dei rapporti tra professionisti e Pubbliche Amministrazioni: queste transazioni sono state infatti solo il 2% del totale. Molto più ingenti i numeri per quanto riguarda i rapporti tra professionisti e aziende che si attestano attorno al 50% del totale, mentre con percentuali di poco inferiori troviamo le transazioni tra professionisti e consumatori privati. 

È quindi chiaro che l’impatto della fatturazione elettronica obbligatoria sia molto imponente e, allo stato attuale, anche piuttosto positivo. A esclusione di alcune realtà imprenditoriali di piccole dimensioni che dichiarano di aver incontrato maggiori difficoltà di gestione a seguito dell’obbligo di fatturazione elettronica, la stragrande maggioranza delle aziende ha invece sottolineato come l’introduzione di tale obbligo abbia rappresentato un grosso efficientamento nei processi di redazione, catalogazione e trasmissione delle fatture – oltre al sostanziale annullamento del rischio di omettere qualche fattura. Ad esempio, con le recenti novità per chi fa rifornimento, è diventato molto più semplice (anche grazie all’introduzione di piattaforme online e app in grado di organizzare e gestire la fatturazione elettronica) ricevere e catalogare le fatture e anche inviarle eventualmente al proprio commercialista, il tutto in modo automatico, permettendo così al libero professionista di salvarsi una piccola parte di stress lavorativo.

CIFRE FATTURAZIONE ELETTRONICA PER SETTORE

L’Agenzia delle Entrate ha diramato dati ufficiali che ci permettono di rilevare meglio quali siano i settori maggiormente impattanti sulla nostra economia. Il settore che spicca su tutti – prevedibilmente – è quello del commercio (all’interno del quale troviamo in testa le riparazioni e manutenzione di veicoli) che ha emesso oltre 250 milioni di fatture. Al secondo posto si piazza il comparto luce e gas, che ha emesso circa 180 milioni di fatture, seguito dal settore comunicazione e media con 160 milioni di invii. Tali cifre si traducono in un introito economico da parte dello stato che si attesta a ben 1689 miliardi di euro. È sempre l’Agenzia delle Entrate a rilevare però ancora una volta un netto divario tra nord e sud: la sola Lombardia ha emesso il 32% del totale nazionale delle fatture, confermandosi quindi la regione trainante per l’economia italiana, e le regioni del nord in generale superano il 50%. Il sud Italia ha invece contribuito per solo il 12%, complice forse una maggiormente diffusa abitudine a dimenticare l’emissione di ricevute. Non è un mistero infatti che l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica sia una via che il Governo italiana ha intrapreso al fine di cercare di ridurre progressivamente l’incidenza dell’evasione fiscale, introducendo uno strumento che mira a rendere sempre più trasparenti tutti i processi economici aziendali.

Share.

Leave A Reply